La malinconia negli occhi degli Armeni

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La povera e piccola Armenia ha svolto la funzione di cuscinetto tra nazioni e fazioni in guerra per millenni e la sua popolazione ne ha pagato le conseguenze molte volte. Gli Armeni sono fuggiti via mare o attraverso deserti torridi, subendo le vicissitudini che portavano a continui cambiamenti di confine o ai capricci di conquistatori di imperi provenienti da remote capitali. I confini nazionali del passato e del presente tendono a variare a seconda della persona con cui si parla.

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Le persecuzioni e i massacri che gli Armeni subirono dai Turchi e sfociarono nel genocidio nel 1915, deportandoli con la forza e uccidendoli da uno a due milioni (secondo la versione armena ancora non pienamente riconusciuta dal governo turco), hanno segnato profondamente la popolazione. Nello sguardo e negli occhi delle persone, è sempre presente una profonda malinconia e malessere, dovuto soprattutto alla povertà e alla elevata corruzione a favore delle poche persone ricche di Yerevan e a scapito del resto (la maggioranza) dei cittadini.

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Yerevan è la capitale del paese ed è la città dove viene destinata la maggior parte delle risorse. Mentre in altre città armene, come ad esempio Vanadzor (seconda per importanza e grandezza) è frequente vedere persone che portano a “guinzaglio” la propria mucca, a Yerevan la realtà è completamente diversa. In centro possiamo trovare negozi di abbigliamento ed altro, di marchi come Dolce & Gabbana, Prada, Calvin Klein e locali come il Billionaire di Flavio Briatore. Non posso giudicare appieno l’Armenia ed il suo popolo, in quanto abbiamo visto veramente poco di questo paese, ma la realtà che abbiamo visto, per noi, è stata molto negativa ed è per questo che abbiamo deciso di trattenerci per così poco tempo. Sicuramente in Armenia ci sono posti che meritano una visita, ma subito dopo aver visto persone arrivare a stento alla fine della giornata, vedere la faccia sorridente di Briatore su un cartellone pubblicitario posto all’entrata del suo nuovo locale, proprio non c’è piaciuto!

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